Che cos’era il mare?
Aveva code d’acqua e zampe d’acqua tra le rocce, levigava i ciottoli, faceva sigle di luce sulla sabbia: era profondo ma insensibile, si diceva, e celibe, individuale, sterile. In onde riottose o calme maree saliva e discendeva, circondava le terre, lui lunare, lui freddo, irriducibile nel suo votarsi al movimento e all’aridità. Le navi lo solcavano in lunghe scie. Ora si è persa la memoria delle tempeste e dei fari, dei velieri e dei transatlantici, dei naufraghi, dei carichi di porpora e di carbone, di Tiro, di Londra.
Era profondo ma insensibile, si diceva, dimora delle conchiglie, delle famiglie dei pesci, estinte, ora: aveva fondali viscidi, crateri e alghe, e coralli. Tagliava i promontori, reggeva le isole.
Giocava, lui muto, sprezzante, inservibile, felice nei suoi movimenti vitali.
Giuseppe Conte
Incisione a mano di Peter Graham, “Lashing Waves & Sea Birds Cry”
Pubblicato in Il mare in una frase, Mare



