
Guardò la tela.
Uno spazio bianco. Come la sua vita.
Qualcosa da definire.
Intinse il pennello nel colore.
Blu oltremare.
Cominciò a campire la tela. Senza diluire il colore, usandolo in tutta la sua pienezza.
Il suo mare.
Oltre lo spazio. Oltre il tempo.
Oltre quel dolore sordo che le consumava i giorni.
Blu oltremare.
Il mare. Nel profondo.
Nel silenzio.
Scendeva dentro l’anima, aggrappandovisi con braccia invisibili.
La voce del mare…Il profumo del mare…
LINFA VITALE.
Il mare, il grande fratello mare che incuteva paure ancestrali. La culla del grande leviatano- il mare.
Possente rimedio per amori infelici e malattie senza guarigione.
Il mare, culla per lacrime senza tempo.
Chemioterapia di giorni perduti.
Di giorni di vento, non vissuti- rincorsi tra vie di dolore e rabbia.
Non c’era un soggetto. Non serviva altro a quella tela.
Solo acqua pura.
Il mare.
Da solo sarebbe bastato a riempire un’esistenza.
©Gattodimare
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